martedì 15 settembre 2026

Papa Leone XIV e mia Nonna Ciccina





Leone XIV cancella i tagli agli stipendi a cardinali e superiori decisi nell’era Covid

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-09/motu-proprio-papa-leone-stipendi-cardinali-papa-francesco-covid.html


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Mia Nonna Ciccina era cattolica oltremodo ed oltremodo cattolica ma conosceva i suoi polli e spiegava a me e a mia sorella Francesca [mio fratello Salvino, l'ultimo nato, era un bambino ''in illo tempore'] attraverso una canzoncina simpatica la sua personale lettura del reale di preti e frati.

D'altra parte la nonna, insigne teologa, apparteneva alla corrente ecclesiale di coloro i quali e le quali affermavano '' monaci e parrini, virici a missa e  stòccacci li rini'' 

Ho cercatom ma inutilmente in rete il testo della simpatica canzoncina  che la Nonna cantava secondo un testo in italiano, ma non ho avuto riscontro alcuno. 

Tradizione orale  di casa in casa ? il testo originale è in italiano ? e se lo è quale mai è la sua provenienza ?

Non ho trovato risposte.

La simpatica canzoncina mette in netta contrapposizione due stili di vita ''religiosa e monacale'', i domenicani e i cappuccini  ma  all'inizio esprime una valutazione non proprio vocazionale, anzi per nulla vocazionale ,  del perchè si vuol diventare ''frate''. 

Chissà chi ha per primo o per prima costruito il testo. 


Ecco il testo per come lo ricordo 


Voglio andare a farmi frate

In amor non ho fortuna

più incostanti della luna

siete tutte donne ingrate

voglio andare a farmi frate


Mi farò domenicano

vestirò bianco e pulito 

e se il pensier non è fallito

diverrò io padre abate

Voglio andare a farmi frate


Mi farò dei cappuccini

vestirò un umile saio

e con il fratello sempre accanto

chiederò la carità

voglio andare a farmi frate



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