Se non esistessi, bisognerebbe inventarti.
E invece ci sei, anche se qualcuno preferirebbe che tu sparissi, che ti rassegnassi a un ruolo marginale, che ti adattassi a un mondo più semplice, dove il dubbio si trasforma in certezza e il desiderio in ordini secchi e diretti.
Se tu fossi meno poetico, forse saresti più amato.
Ma così non saresti tu.
Penso che tu sia il modo verbale di chi parla con educazione, di chi esprime concetti senza imporli. Vuoi mettere come addolcisci gli imperativi in congiuntivi esortativi?
Stai zitto caxxo!
Stia zitto che è meglio...
Insomma, sei il vento leggero che soffia tra le possibilità, l’ombra gentile del forse, la voce sommessa di chi non impone, ma suggerisce.
E allora mi spingo oltre e ti dico che tu sei il verbo della democrazia.
Forse è per questo che ti danno per spacciato? Ma loro non sanno che te ne stai lì, tranquillo, a passeggiare tra le parole di chi ancora crede che un mondo con un po’ di gentilezza valga sempre più di uno pieno di parole storte e sgualcite.
E comunque, caro Congiuntivo, sappi che, nel caso ti trascurassero, noi italiani ci siamo inventati il condizionale, il modo verbale che addolcisce i rimpianti:
"Ah, se avessi studiato..."
Ma tu, intanto, stai lì, che nel primo commento ti ho dedicato una canzone...
Con affetto e un filo di preoccupazione,
un tuo professore affezionato.
primo commento
Gino Pacifico |SEMBRI UNA FOGLIA
https://www.youtube.com/watch?v=EU6jnd147CE
***
Testo della canzone
Sola,
ti protegge una coperta,
e niente sembra farti bene
Guardi le mani
le vedi ingrassate
le unghie di smalto sporcate
Quadri
pareti gialline
tendine
ditate sui vetri
Tu guardi dovunque
chissà cosa vedi
Basta,
non vuoi più sapere
non vuoi più rialzarti così non potrai più cadere
Vene, qualcosa ti scorre lì dentro, lo sento
Sembri una foglia, una vela leggera
la barca più piccola in questa bufera
E sembri una foglia una vela leggera,
una barca minuscola in questa bufera
Sola,
ti scalda una coperta
Ti stringi, ti metti sul fianco
ogni oggetto è fuori fuoco, è opaco
ogni cosa si copre di bianco
Tutto scorreva, tu andavi,
non c'era motivo
eppure sbandavi tremavi
perché lo sentivi che non c'era più spiegazione
E sei caduta in ginocchio
sotto una doccia bollente,
hai sentito lo strappo
e infine più niente,
non sentivi più niente
E ora sembri una foglia, una vela leggera
la barca più piccola in questa bufera
E sembri di sfoglia, di tela leggera
Una barca minuscola in questa bufera
Fuori
c'è una sigaretta
una maglietta indossata storta
una lunga coda alla frontiera
una spiaggia nera
Fuori
Vento, temporale
fogli di giornale a volare agitati
sui viali dei parchi spogliati
Fuori
buche da saltare
strade in salita
biglietti da fare
qualcuno che invita, che viene a chiamare
Fuori
è arrivata l'estate
E' una notte di frasi avverate, di carte girate
E sembri una foglia, una vela leggera
la barca più piccola in questa bufera
Sembri di sfoglia, di tela leggera
barca minuscola in questa bufera
E sembri di carta di paglia di cera
la fiamma più debole che resisteva