lunedì 11 novembre 2019

11 novembre Santa ed Apocalittica Notte-le figure della malinconia




In ipsa secretiore nimisque assidua contemplativae mentis delectatione
cavete Saturnum. Illic enim frequenter filios ipse suos devorat.
Marsilio Ficino, De Vita Longa XV





| Albrecht Dürer, Melencolia I, incisione a bulino, 1514.


Arianna

Arianna dormiente, scultura da un sarcofago copia romana da originale greco del 150 a.C., marmo, 150 d.C. ca., Musei Vaticani, Galleria delle Statue, Roma.



Guido Reni, I santi Pietro e Paolo, 1605 olio su tela, cm. 197x140, Pinacoteca di Brera, Milano




Nikolaus Beatrizet, Ercole scaccia Invidia dal tempio delle Muse, 1548-1553, da una xilografia di Ugo da Carpi, che riprende un disegno di Baldassarre Peruzzi del 1522-1524, acquaforte su rame.




Pietra sepolcrale di un prelato italiano, metà sec. XV, Chiostro di San Giovanni, Basilica di San Giovanni Laterano, Roma.




La morte di Alcesti, particolare, disegno da sarcofago romano, perduto, già Villa Faustina, Cannes, 160-170 d.C., Codex Coburgensis, fol. 44, 1550-55, Kupferstichkabinett der Kunstsammlungen der Veste Coburg, Hz 2, Coburg (da C. Robert, Die antiken Sarkophagreliefs, vol. III, 1, Berlin 1897, tav. 6, ill. 22). 



Link e riflessione consultata


Figure della Malinconia attraverso l'Atlante delle Memoria

Galleria ragionata delle immagini dal Bilderatlas



http://www.engramma.it/eOS/index.php?id_articolo=3039#10

venerdì 8 novembre 2019

8/11 Santa ed Apocalittica Notte- Gli antichi sogni antichi tali resteranno


Monchietto 24 copia

Oggi è forse meno irresponsabile
tratteggiare un’utopia fondata,
che diffamare come utopia
condizioni e possibilità
che già da molto tempo
sono diventate possibilità realizzabili».(H.Marcuse)
Il comunismo non ha nulla di comune col cosmopolitismo. […] Il comunismo non contrappone, ma accorda e unisce il patriottismo e l’internazionalismo proletario poiché l’uno e l’altro si fondano sul rispetto dei diritti, delle libertà, dell’indipendenza dei singoli popoli. È ridicolo pensare che la classe operaia possa staccarsi, scindersi dalla nazione. La classe operaia moderna è il nerbo delle nazioni, non solo per il suo numero, ma per la sua funzione economica e politica. L’avvenire della nazione riposa innanzi tutto sulle spalle delle classi operaie. I comunisti, che sono il partito della classe operaia, non possono dunque staccarsi dalla loro nazione se non vogliono troncare la loro radici vitali. Il cosmopolitismo è una ideologia del tutto estranea alla classe operaia. Esso è invece l’ideologia caratteristica degli uomini della banca internazionale, dei cartelli e dei trust internazionali, dei grandi speculatori di borsa e dei fabbricanti di armi.(Palmiro Togliatti Camera dei Deputati  2 Dicembre 1948)


L’internazionalismo proletario non rinnega il sentimento nazionale, non rinnega la storia, ma vuol creare le condizioni che permettano alle nazioni di vivere pacificamente insieme. Il cosmopolitismo di oggi che le borghesie, nostrana e dell’Europa, affettano è tutt’altra cosa: è rinnegamento dei valori nazionali per fare meglio accettare la dominazione straniera.(Lelio Basso  Camera dei deputati, il 13 luglio del 1949)


PER UNA DIFESA INTRANSIGENTE DELLA COSTITUZIONE DEL ‘48 dal manifesto  per la Sovranità Costituzionale
 movimento Patria e Costituzione  del  9 Marzo 2019 -Segretario del movimento Stefano Fassina


Ecco perché va riaffermato che i principi fondamentali della Costituzione italiana prevalgono sui Trattati europei e internazionali e che le limitazioni della sovranità sono ammesse solo in condizioni di parità con gli altri Stati e solo per promuovere quei principi fondamentali. L’Europa coerente con la nostra Costituzione non è l’Unione europea, bensì una confederazione di democrazie nazionali sovrane che affrontino assieme (ma non in antagonismo con il resto del mondo) le sfide della pace, della salvaguardia ambientale e della giustizia sociale.



«La ragione per cui io legittimo integralmente la resistenza armata dei popoli invasi militarmente dai Tedeschi e dagli Italiani (Francia, Norvegia, Belgio, Olanda, Albania, Grecia, Jugoslavia, Polonia, URSS e mi scuso se ho dimenticato qualcuno) è esattamente la stessa ragione per cui io legittimo integralmente la resistenza armata dei popoli invasi militarmente oggi dagli americani e dai loro fantocci NATO (Afghanistan, Iraq ecc.). Il fatto che l’estrema “destra” (non parlo di quella addomesticata e parlamentare) sia favorevole alla seconda e contraria alla prima, mentre la “sinistra” (intendo quella parlamentare-sarcastica di D’Alema e quella parlamentare-buonista di Veltroni) sia favorevole retroattivamente alla prima e contraria alla seconda riguarda non me, che non appartengo né all’una né all’altra tribù e me ne tengo lontano come i gatti dall’acqua, ma riguarda esclusivamente le due tribù sopraindicate».


....... Perché tenersi il Kenia è libertà e tenersi l’Etiopia è totalitarismo? Perché tenersi il Vietnam e l’Algeria è libertà e tenersi la Libia e l’Eritrea è totalitarismo? Perché Auschwitz non si può fare ed invece Hiroshima si può fare?
È questa una catena dei perché (l’espressione è di Franco Fortini) che il Politicamente Corretto dell’ultimo mezzo secolo ha sistematicamente non solo rimosso, ma addirittura reso illegittimo.

Costanzo Preve(La quarta guerra mondiale, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2008, pp. 88-89-90 e pp. 96-97.)



Nell’attuale congiuntura storica infatti (e non in uno spazio-tempo astrattamente razionale, ma per ora inesistente) io sono contro l’Europa, non la voglio, preferirei il mantenimento di stati – nazionali sovrani, collegati evidentemente da facilitazioni commerciali e culturali e da alleanze militari difensive, che non impediscano però la piena ed assoluta sovranità. Se penso questo, è perché oggi, con l’attuale classe politica, con l’attuale classe mediatico – universitaria, con l’attuale senso di colpa collettivo continuamente innaffiato dal peggiore gruppo intellettuale della storia europea dal tempo degli etruschi (di cui parlerò più avanti) la sola Europa possibile è quella dell’impero occidentale a guida USA. Stando così le cose, io non voglio questa Europa.(Costanzo Preve )




Ritengo di conoscere abbastanza l’ambiente dei brigatisti italiani rifugiati in Francia, come Scalzone. Sai che si parla molto in questi giorni (aprile 2004) se si debba riportare in Italia un certo Battisti, macchiatosi di alcuni delitti ed oggi noto in Francia come autore di libri gialli. Ebbene: Battisti dice, in una intervista che ho letto, una cosa orribile. Dice cioè di non dichiararsi responsabile delle cose che fece allora, perché esse furono fatte da una intera generazione. È ridicolo: come se ciò potesse costituire una scusante! “Era il Movimento”, dice lui, affermando una delle cose più atroci e schifose che si possano dire al mondo! Se io decido di andare a sparare ad un gioielliere, ne devo rispondere io; non posso sostenere di essere agito impersonalmente da un movimento. Questo, per l’appunto, rappresenta una formulazione particolarmente degradata di una teoria che parte da Hume, e che va poi in Nietzsche, Deleuze e Negri. Ammesso che Sofri parli in buona fede dicendo di non aver fatto uccidere il commissario Calabresi (e personalmente ritengo invece che sia stato lui ad averlo fatto uccidere), lo fa in base alla medesima ipotesi: in quel momento il Movimento andava in quella direzione, ed io ero parte di quel Movimento. Questa è una modalità di deresponsabilizzazione aberrante. Io non sono un kantiano, ma di fronte a queste cose il kantismo è mille volte superiore, perché afferma che esiste l’Io e che l’Io è moralmente responsabile. [...] ciò dimostra come il teorico della natura umana Hume centralizzi il mercato proprio perché il mercato, in un certo senso, lo deresponsabilizza. Per dirla in un modo icastico, il Mercato per Hume è come il Movimento per Sofri.
Costanzo Preve (con Luca Grecchi), Marx e gli antichi greci, Petite Plaisance, Pistoia 2005, pp. 80-81.

martedì 5 novembre 2019

5 Novembre Santa ed Apocalittica Notte

L'immagine può contenere: 8 persone, persone che sorridono, persone sedute e spazio all'aperto



L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e testo




"Dorme il Leone cogli occhi aperti, e vede
Tanto in Luce, che al tenebroso regno
Sembrano i sguardi suoi. Fosfore tede
Il Simbolo del Leone. E' vasto Segno.
Il Vano addita, che sotterra cava...
O che Sirio su i Sirii tiene il Regno.
De Sol l'ardenza, che dal ciel brava
Opur l'umana razza, che alle rive
Viveva d'un Ruscello, e senza Cava"
(un frammento da Giustiniano Lebano, Il Cielo Urbico, Il Leone, Canto Quinto)


L'immagine può contenere: cielo, nuvola, erba, spazio all'aperto e natura

Platone! (1) Vaso Greco del VI sec. a.C:- Dioniso con satiri


Vaso Greco del VI sec. a.C:- Dioniso con satiri

lunedì 4 novembre 2019

4 Novembre Santa ed Apocalittica Notte

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono


Lancelot-Graal. 3° « L'Ystoire Lancelot du Lac », la Quête du Saint Graal, la Mort d'Arthus de « GAUTIER MOAB ».

Auteur : Maître des cleres femmes (13..-14..). Enlumineur

1301-1400 manuscrit français

F° 346 r

Bibliothèque nationale de France. Département des manuscrits. Français 119







L'immagine può contenere: albero, cielo, spazio all'aperto e natura

Notte di Novembre
Jonh Atkinson Grimshaw, 1874


Nessuna descrizione della foto disponibile.

Dinos di produzione greco-orientale (Wild Goat Style) ,VI secolo a.C.
Provenienza Gela .Palermo museo archeologico A.Salinas .


mercoledì 30 ottobre 2019

per il 31 0ttobre 1517

porta chiesa Wittenberg



«ein Merkzeichen meiner Theologie. Das erst sollt ein Kreuz sein, schwarz im Herzen, das seine natürliche Farbe hätte, damit ich mir selbst Erinnerung gäbe, daß der Glaube an den Gekreuzigten uns selig machet. Denn so man von Herzen glaubt, wird man gerecht. Ob’s nun wohl ein schwarz Kreuz ist, mortifizieret und soll auch wehe tun, dennoch läßt es das Herz in seiner Farbe, verderbt die Natur nicht, das ist, es tötet nicht, sondern erhält lebendig … Solch Herz aber soll mitten in einer weißen Rosen stehen, anzuzeigen, daß der Glaube Freude, Trost und Friede gibt, darum soll die Rose weiß und nicht rot sein; denn weiße Farbe ist der Geister und aller Engel Farbe. Solche Rose stehet im himmelfarben Felde, daß solche Freude im Geist und Glauben ein Anfang ist der himmlische Freude zukünftig, jetzt wohl schon drinnen begriffen und durch Hoffnung gefasset, aber noch nicht offenbar. Und in solch Feld einen goldenen Ring, daß solch Seligkeit im Himmel ewig währet und kein Ende hat und auch köstlich über alle Freude und Güter, wie das Gold das höchste, köstlichste Erz ist.»
(WA, Luthers Briefwechsel, 5. Band, S. 444f (Nr. 1628))



L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, testo


DSC_0662




«Nelle prime comunità, dopo una notte notte di preghiera e digiuno, alle prime luci della domenica si precedeva all’ordinazione, sul modello di quanto narrato negli Atti.
Ma il riferimento alle prime ore della domenica è il richiamo alla luce delle apparizioni del Risorto.
La Chiesa delle origini comprende il ministro ordinato come un’apparizione del Risorto!» 



Si comincia con il disimparare ad amare gli altri e si finisce con il non trovare in noi stessi più niente degno di essere amato.
(Friedrich Nietzsche)



C’è chi l’amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l’uno né l’altro
Lei lo faceva per passione


L'immagine può contenere: testo

L'immagine può contenere: 1 persona



martedì 29 ottobre 2019

Santa ed Apocalittica Notte 29 Ottobre 2019 -dal webBREVE RIFLESSIONE SULL’IMPORTANZA DELLE SCARTOFFIE

BREVE RIFLESSIONE SULL’IMPORTANZA DELLE SCARTOFFIE



Quando la pigrizia ci abbandona e finalmente si decide di mettere ordine in casa, ci accorgiamo cassetto dopo cassetto di aver cresciuto, a nostra insaputa, un mostro fatto di carta e polvere. A meno che non si scelga di adottarlo e di dargli un nome, quasi sempre il nostro caro amico finisce per essere gettato nella campana − color giallo mi raccomando − dei rifiuti. Tra l’insensibilità generale.
E se vi dicessi che compiendo quest’azione lasciamo cadere nell’oblio parte della nostra memoria?
Del resto se avessimo un po’ di pazienza e compassione in più, scorgeremmo in quella creatura non solo delle scartoffie bollate come “inutili”, ma anche delle testimonianze in grado di ricostruire parte della nostra vita. Infatti, tra gli storici professionisti è risaputo che gran parte dei «testi in cui l’autore scrive delle proprie azioni, pensieri e sentimenti»siano da considerarsi a tutti gli effetti delle fonti storiche, degli ego–documenti. Un termine quest’ultimo coniato da Jacques Presser, uno storico olandese che sul finire degli anni ’50 non sapeva come classificare quelle scritture personali come i diari, le autobiografie, le lettere e i giornali di viaggio. Inoltre questa categoria solo recentemente è stata allargata ad altre tipologie di documenti quali i curriculum vitae, le testimonianze orali girate in vecchie VHS o registrate nelle audiocassette, gli scontrini utili a sottolineare la nostra dipendenza dalla cioccolata o ancora le agende sature dei nostri impegni lavorativi. Tutte scritture dell’Io che hanno consentito l’ingresso nella Storia non solo ad autori appartenenti alle classi sociali subalterne, ma anche a una enorme quantità di temi che hanno dato vita a filoni di ricerca estremamente innovativi. La storia dei sogni ad esempio: cosa si sognava negli anni ’30 del ‘900? Un diario personale sarebbe in grado di fornirci la risposta. O ancora la storia culturale: quando gli italiani cominciarono a mangiare la pasta al pomodoro? I minuziosi ricettari delle nonne potrebbero darci qualche indicazione.
Gli ego–documenti si sono rilevati fondamentali, quindi, per aprire nuovi spazi di ricerca facilitando in questo modo le interconnessioni fra le varie discipline scientifiche. Non solo. Le fonti del sé hanno ricoperto un ruolo fondamentale per l’approfondimento di quegli aspetti delle scienze storiche considerati, molto spesso erroneamente, centrali come la politica, l’economia e la guerra. Per quest’ultimo macro-argomento ad esempio, le testimonianze orali si sono dimostrate estremamente efficaci per evidenziare quel processo di indottrinamento e de–responsabilizzazione che ha investito molti americani una volta arruolatisi nei marines. In che modo? Studiando l’uso dei pronomi personali soggetto (l’Io, il Noi e il Loro) e la loro disposizione nel tempo e nello spazio2.
Come, spero, avrete inteso leggendo questo articolo, le scartoffie e più in generale ciò che produciamo hanno ancora oggi un loro valore. Non si può conservare ogni cosa, ma almeno si dovrebbe riflettere sulla relazione che intercorre tra noi e la parte di noi dalla quale abbiamo deciso di separarci.
Marco Donadon
NOTE:
1 – Caffiero M., Testi e contesti. Le scritture femminili private a Roma nel Settecento: i diari tra soggettività individuali e appartenenze socio-culturali, 2010,  www.giornaledistoria.net, consultato il 10 marzo 2017.
2 – Portelli A., “Come se fosse una storia. Narrazioni personali dei reduci e storia orale del Vietnam”, in Storie Orali. Racconto, immaginazione, dialogo, Donzelli Editore, Roma 2007, pp. 349 – 372.
[Immagine tratta da Google Immagini]

link di riferimento