
Insomma per la serie...da chi non te l'aspetti....
Improvvisamente suona la campana della convocazione sinodale di tutta quanta la congregazione.Il nostro santo padre abate ed igumeno del nostro santo monatero emerito dedicato a Santo Crispino patrono dei calzolai( "scarpari" in lingua nazionale siciliana),il nostro padre Benedetto Giuseppe ci convoca tutti e senza preavviso..
Immediata la nostra adunanza lungo il chiostro ,ovvia la nostra curiosità mista ad ansia e preoccupazione ma altrettanto immediata la processione corale di noi monaci emeriti e scarpari verso la Chiesa ,il katholikòn igumenale cantando e il Veni Creator Spiritus e l'axion estì alla TuttaSanta Madre di Dio
Tutti entrati in Chiesa noi emeriti monaci scarpari sui nostri stassidia con la corda del kombuskini aperta sulle mani pronte a passar da nodo in nodo con la preghiera del pubblicano attendiamo l'arrivo processionale e sinodale del nostro padre igumeno Benedetto Giuseppe
Il nostro padre giunge alle porte della Chiesa...indossa il mandias canonico e il pastorale di governo e di misericordia in santità e giustizia
Le preghiere iniziali e l'esapslamos...Improvvisamente alla fine del sesto ed ultimo salmo..il nostro venerato ed amato padre igumeno Benedetto Giuseppe non dà la benedizione per continuar l'ufficio ma si alza ,ci invita a sedere e così ci edifica
Fratelli e Figli Cristo è Risorto !!!!
Abbiamo ricevuto in questi giorni gli auguri pasquali da parte del nostro mondo ecclesiale,l'amato nostro metropolita e vescovo ed angelo custode della Chiesa locale,il nostro amato e caro Vicario Generale di loro diretta iniziativa ci han consolato e incoraggiato e confermato nella fede con il loro saluto pasquale del Cristo è Risorto per farci esplodere di converso con il nostro saluto E' veramente Risorto..Egli è il Signore...
La stessa consolazione ecclesiale l'abbiamo vissuta verso e con quei pochi fratelli,sorelle e confratelli con cui noi emeriti monaci scarpari abbiamo scambiato la gioia cosmica dell'annuncio pasquale
Ora il Signore ci invia un regalo inatteso,un dono asintattico .Ci giungono gli auguri cristiani di una chiesa cristiana che non solo non è in comunione con il pleroma degli scarpari siano essi emeriti siano essi in servizio pastorale dell'Una ed Indivisa Chiesa del Signore Gesù Cristo ma certamente è-a nostro umile avviso,di tutti noi- distante e distante anni luce dall'Una ed Indivisa...
Eppure questi cristiani con i loro auguri ci hanno edificato ,ci hanno consolato,ci hanno arricchito e il vostro umile padre igumeno ha pianto per le meraviglie di Dio tre volte santo.-
Non potevo serbar per me questa regalìa del Risorto e quindi -proprio come se fosse e lo è un'urgenza nella nostra vita,nella vita del nostro santo emerito monastero di noi monaci scarpari -la si condivide insieme proprio perchè lo Spirito soffia dove vuole
Vi leggo il testo della lettera
«Cristo è
risorto! Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui!». Così
annunziano
gli angeli alle pie donne che erano andate di buon mattino al sepolcro per
compiere le
ultime pratiche rituali, secondo la costumanza ebraica.
«Cristo è
veramente risorto ed è apparso a Simone!». Riferiscono i due discepoli di
ritorno da
Emmaus agli undici apostoli e a tutti quelli che erano ancora radunati a
Gerusalemme.
«Cristo
avendo sciolto gli angosciosi legami dalla morte, risorto, perché non era
possibile che
il Principe della vita fosse da essa ritenuto!». Proclama Pietro al popolo di
Gerusalemme,
l’indomani della Pentecoste.
«Cristo è
risorto dai morti!». Scrive Paolo apostolo ai fedeli di Corinto, e «vana è la
nostra
predicazione se egli non è risorto!». Poi precisa: «Ma ora Cristo è risorto e,
dopo
essere
apparso a Cefa, a Giacomo, a tutti gli apostoli e a più di cinquecento fratelli
in una
volta, egli
apparve anche a me!».
«Io sono il
primo e l’ultimo, l’Alfa e l’Omega, il Vivente! Io fui morto, ma ecco, sono
il Vivente
per i secoli dei secoli!». Testimonia lo stesso Cristo, apparso all’apostolo
Giovanni
quando questi si trovava relegato nell’isola di Patmos a causa della fede.
e noi fondandoci essenzialmente
su quanto ci riferisce la Parola di Dio, proclamiamo assieme ad essa:
«Cristo è
veramente risorto! E anche noi, un giorno, risorgeremo per la sua potenza!».
È questo il
messaggio della speranza che emana dalla resurrezione di Cristo.
L’uomo della
strada, come anche l’erudito, avvolto e sommerso dal progresso
ultramoderno
del ventesimo secolo, contestatario del messaggio evangelico, ha della
pena ad
accettare questa verità biblica e pensa ad essa come ad un tabù che ci si deve
liberare. Noi
però, ancora una volta, vogliamo gridare e ripetere quello che Giobbe già
proclamava
nell’Antica Alleanza: «Io so che il mio Redentore vive!».
Paolo il
grande apostolo delle Genti, che sulla strada di Damasco è stato come
atterrato
dalla potenza del Cristo, perché sotto un certo aspetto egli combatteva contro
Dio e contro
la Chiesa nascente per quello che essa insegnava dopo la Pentecoste, ha
scritto: «Se
non v’è resurrezione dei morti, neppure Cristo è risorto… Ma ora Cristo è
risorto dai
morti, primizia di quelli che dormono e che sono nella tomba. Infatti, poiché
per mezzo di
un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la
resurrezione
dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo tutti
saranno
vivificati» (1 Cor.
15:30, 20-22).
Come infatti
Adamo accomunò nel suo destino di morte tutti quelli che per
discendenza
naturale sono a lui legati, così Cristo accomunerà nel suo
trionfo tutti
coloro che gli appartengono perché su questa terra hanno optato per lui,
avendolo
ricevuto nel cuore quale loro personale Salvatore, Signore e Maestro.
All’annunzio
di questa verità biblica, mi par d’intravedere qualuno che, al pari
di Festo,
governatore della Palestina al tempo di Paolo, replica in cuor suo o a fior di
labbra: «Tu
vaneggi! La molta dottrina ti mette fuori di senno!» No, rispondo con
l’apostolo,
io non vaneggio… ma pronunzio parole di verità e di buon senno!
Qualcun altro
forse, seguendo l’esempio del re Agrippa, presente anche lui in quel
tempo alla
difesa di Paolo, dirà: «Per poco non mi persuadi a diventare cristiano!». A
costui,
rivolgo quello che lo stesso apostolo ha replicato al re: «Piacesse a Dio che
per
poco o per
molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi mi
ascoltano,diventaste
tali, quale sono io!».
Sì, amico,
Cristo è veramente risorto! Colui che scribi e farisei credevano di aver
messo a
tacere per sempre appendendolo alla croce, è vivente! Egli non è restato nella
tomba; la sua
forza e la sua potenza non sono state distrutte, ma egli vive nei secoli dei
secoli,
alleluia!
Gesù disse un
giorno: «Io sono la Resurrezione e la vita, chi crede in me, anche se
muoia
vivrà!». Vuoi tu risorgere dopo la morte? «Credi» in Gesù! Vuoi tu vivere oltre
la
tomba di una
vita gloriosa? «Credi» in Gesù! Qui sta il segreto meraviglioso del tuo
avvenire; qui
in sintesi, è svelato il messaggio della resurrezione: chi crede vivrà,
risorgerà
come Cristo è
risorto glorioso e vive nei secoli eterni.
Talvolta sul
portale d’ingresso dei nostri cimiteri, o sulla facciata della cappella
mortuaria, si
legge questa parola: «Resurrecturis» "A quelli che risorgeranno". Si è vero
che tutti
risorgeranno, ma dobbiamo riflettere che alcuni avranno la vita eterna nella
gloria,
mentre altri saranno coperti eternamente di ignominia e di vergogna (Daniele 12:2).
Mi sia
permesso, perciò di rivolgermi a te, amico, per far memoria comune che solo il Cristo ha potere di liberarti e salvarti, con quella parabola biblica che dice: «Risvegliati, o tu che dormi, e
risorgi dai morti, e
Cristo t’inonderà di luce!» (Efes.
5:14).
Sì, lo ripeto
ancora: Cristo è risorto! «O morte dov’è la tua vittoria? O morte dov’è il
tuo dardo?».
Come avresti potuto trattenere nella tomba l’autore della vita? Egli ora siede
nei luoghi
altissimi, Egli è alla destra del Padre… dopo aver spogliato i principati e le
podestà diaboliche … avendo trionfato su di loro per mezzo della croce!
Cristo è Risorto! Battete le mani o popoli tutti: Acclamate
Iddio con grida di allegrezza!
Cantate
all’Eterno un cantico nuovo, perché egli ha compiuto meraviglie! Suoni il mare
e
tutto quello
che è in esso; il mondo e i suoi abitanti!
Cristo è Risorto! Da oltre venti secoli questa sconvolgente
verità ha dato vita a milioni
di anime che
languivano nella morte dei loro peccati e della loro ignoranza, mentre
missionari
intrepidi sono partiti verso tutele direzioni per annunziare al mondo intero
l’inno della
vittoria.
Cristo è Risorto! Ripete ancora a noi la Parola di Dio, perché
alziamo il nostro capo
verso il
cielo, nell’attesa imminente del suo trionfale ritorno in gloria, quella gloria
che è
riservata
anche a noi.
Nell’evolversi
dei secoli, credenti di ogni età e condizioni hanno affrontato le
sofferenze
più atroci (come del resto avviene anche oggi sotto i nostri occhi), perché
sostenuti
dalla sfolgorante vittoria del Cristo sulla morte. Ebbene anche tu amico, che
leggi,
accetta questo glorioso messaggio di vita, e, nella prospettiva della
resurrezione
finale,
inneggia al Cristo risorto, con le parole ispirate dell’apostolo Paolo: «Al Re
dei
secoli,
immortale, invisibile, solo Dio, siano onore e gloria nei secoli dei secoli.
Amen!».
Così concluse il nostro amato padre Benedetto Giuseppe e noi tutti inchiodati agli stassidia,alcuni con il capo chino, l'anziano monaco scarparo Giorgio prostrato in metania per terra mentre il giovane novizio Giovanni in lacrime di gioia e di contrizione..
Ma il nostro padre igumeno riprende
Ed ora Figli e Fratelli vi comunico il mittente di questa grande consolazione
Questa grande consolazione ci è stata regalata dai cristiani,direi ora anzi dai fratelli e dalle sorelle cristiane della Chiesa del Risveglio .cristiani e cristiane di ecclesialità pentecostale...
Il monaco Giorgio anziano scarparo di alza dalla metania ,si inchina al padre igumeno Giuseppe Benedetto ,si volge verso di noi e si inchina e si lascia andare,egli austero,sobrio,tradizionale,spesso anche intransigente ad un applauso a scena aperta
Il giovane novizio Giovanni allora intona il Christòs anesti .... Il nostro Padre Benedetto Giuseppe ci benedice tutti mentre-altra sorpresa- il monaco custode Andrea dall'indefinibile età distribuisce a tutti noi copia della lettera, del dono inatteso di Dio ...
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